Joglar’s Crew è un punto nodale, un crocevia di intelletti ed ego, è un luogo che vuole accogliere chi pensa di avere con esso qualcosa a che fare.
Che scegliate la ribalta o la platea, affrettatevi, dunque, mes amis, non c’è più molto tempo: il sipario sta già levandosi sul primo atto della vostra commedia.
Il Giullare

Il pubblico è colui che della maschera decreta il destino; prodigo di applausi quanto di forche.
La maschera è il sorriso esasperato, primo dovere di ogni buffone che si rispetti – e nulla fa più ridere che ridere del Re; il buon giullare sa farlo con quella dedizione che sa sempre mantenere sul filo del rasoio la Reale dignità. Rispettarla troppo non diffonderebbe ilarità nel pubblico; peccare di rispetto condurrebbe a spiacevoli conseguenze il nostro menestrello.
Cantastorie, buffone, giocoliere: si sposta di corte in corte, anello di congiunzione tra cultura aulica e sapere popolare – tra Corte e Volgo – tra Sacro e Profano.
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The Sound Moŷsa e Tèchnê Parlateci del suono che pizzica le vostre corde, incapricciatevi di un tema da esporre, sviluppare, riprendere, in un crescendo di moderate argomentazioni. Non glissate sulle critiche, lasciateci il vostro personale canone sonoro, adagiatevi per un attimo tra le Muse, prima di darvi alla fuga. Il Giullare |
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Il Giullare era solo in proscenio, in una pozza di luce. Si guardava le mani, le braccia, le gambe, e non riusciva a percepirne i dettagli, tanto accecante era l’occhio di bue. Non potendo osservare se stesso, decise allora di guardare in platea, per sentirsi meno solo; notò che alcune poltrone erano occupate, qualche paio d’occhi lo stava guardando – vedendolo – e così il Giullare fece un cenno, li invitò tutti a salire sul palco.
Uno solo, forse, parve titubare; tutti comunque lo seguirono in scena, tutti presero la sua mano nelle proprie, come fosse stato lui ad avere bisogno di un sostegno mentre li aiutava a salire.
Poi, di nuovo, il Giullare si guardò le mani, le braccia, le gambe, e questa volta vide: le ombre che le nuove comparse gettavano su di lui annullavano l’intensità della luce, che sfumava sui rilievi della carne e rendeva ora giustizia al colore della pelle.
Il Giullare sorrise, e si inchinò alla platea deserta mentre il sipario calava: ora che poteva vedersi, non aveva più bisogno di spettatori.

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