Joglar’s Crew è un punto nodale, un crocevia di intelletti ed ego, è un luogo che vuole accogliere chi pensa di avere con esso qualcosa a che fare.
Che scegliate la ribalta o la platea, affrettatevi, dunque, mes amis, non c’è più molto tempo: il sipario sta già levandosi sul primo atto della vostra commedia.
Il Giullare
Il Giullare era solo in proscenio, in una pozza di luce. Si guardava le mani, le braccia, le gambe, e non riusciva a percepirne i dettagli, tanto accecante era l’occhio di bue. Non potendo osservare se stesso, decise allora di guardare in platea, per sentirsi meno solo; notò che alcune poltrone erano occupate, qualche paio d’occhi lo stava guardando – vedendolo – e così il Giullare fece un cenno, li invitò tutti a salire sul palco.
Uno solo, forse, parve titubare; tutti comunque lo seguirono in scena, tutti presero la sua mano nelle proprie, come fosse stato lui ad avere bisogno di un sostegno mentre li aiutava a salire.
Poi, di nuovo, il Giullare si guardò le mani, le braccia, le gambe, e questa volta vide: le ombre che le nuove comparse gettavano su di lui annullavano l’intensità della luce, che sfumava sui rilievi della carne e rendeva ora giustizia al colore della pelle.
Il Giullare sorrise, e si inchinò alla platea deserta mentre il sipario calava: ora che poteva vedersi, non aveva più bisogno di spettatori.