Joglar’s Crew è un punto nodale, un crocevia di intelletti ed ego, è un luogo che vuole accogliere chi pensa di avere con esso qualcosa a che fare.
Che scegliate la ribalta o la platea, affrettatevi, dunque, mes amis, non c’è più molto tempo: il sipario sta già levandosi sul primo atto della vostra commedia.



Il Giullare

Joglar's Crew

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Conclavissima..., sarò macchietta, ma...
Niu Wei
view post Posted on 9/8/2007, 15:35Quote

Utente cancellato







I primi due episodi...(di sei...) Se siete un minimo anticlericali guardateli!

http://www.youtube.com/watch?v=u4gAR8_lA6s

http://www.youtube.com/watch?v=cs-cZMI7ELc
 
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view post Posted on 10/8/2007, 09:24Quote
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La vostra mitomane di fiducia...

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 20/11/2009, 18:06


E' bellissimo! Sono bellissimi!

'La prossima volta facciamo un papa donna?'
'Perchè, questa ti sembra maschia?'

Bellissimo, bellissimo! E la qualità del montaggio è anche alta! Grazie mille per la segnalazione! :lol:

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Penetrava attraverso la vita come una lama; e al tempo stesso restava al di fuori, spettatrice.
(Ms. Dalloway, Virginia Woolf)

There is no dark side of the moon, really. Matter of fact, is all dark...
(Eclipse, Pink Floyd)
 
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Niu Wei
view post Posted on 10/8/2007, 11:10Quote

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Ma la VIRNA, poi???
 
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view post Posted on 13/8/2007, 09:08Quote
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La vostra mitomane di fiducia...

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 20/11/2009, 18:06


Io mi farò un avatar, con la Virn. :woot:
Grande Virna!
(E il suo deodorante. Il fotogramma dove loro due stanno immobili e passa lei spruzzando deodorante è unico. Dovrebbe passare alla storia. :lol: )

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view post Posted on 30/8/2007, 22:51Quote
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ß(|)ØØŞ

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 15/12/2009, 00:25


Scusate il ritardo, ma attendevo che uno dei due admin tornasse per consultarmi...

Sposto questo topic in Off Topic. È sì preso dal Web, ma non parla di Web. (In effetti la sezione The Web sta risultando difficile da "indirizzare".)
Lascio una copia del topic in "The Web" perché è da diverso tempo che il topic è stato postato.

P.S. Weir, grazie :P Ho riso, anche se era proprio stupido. :P



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Nan lavi a anyen pa vo anyen.


 
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view post Posted on 31/8/2007, 06:10Quote
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Corifeo Sognante dell'Illuminazione di Azael. Qualcosa della Terra. Mastro di Casa senza Casa. Il più disinformato Gran Ficcanaso di Babilonia.

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 20/12/2009, 11:09


CITAZIONE
P.S. Weir, grazie :P Ho riso, anche se era proprio stupido. :P

Probabilmente è l'unico modo che ho per far ridere le persone... *voce da checca*
stupidaggini, stupidaggini, stupidaggini!

Quando divento riflessivo divento cupo ed ecatombale.

"...vi sta ancora simpatico il Clan Tralz?"

"...Sai che un monaco mio amico/ è un demonio travestito,/ spaccia la sua vanità per mistica..."

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"Ed io ti libererò di scoria greve,
per renderti, qual spirto aereo, lieve"

Titania, "Sogno di una Notte di Mezza Estate" di William Shakespeare

... le fate intese a malefici
con cibi e con bevande affatturate...

Fate saranno, chi sa quali fate,
e in chi sa quali tenebrosi offici!

Guido Gozzano, Cocotte



"...E pertanto decliniamo ogni responsabilità, ricordandovi che stiamo per entrare...""Nel Mondo dell'Ohoccultoooo!
"Corno, cornino, cornone, cornetta. Scaccia la Jella in maniera perfetta! Tè!"
Tre conversioni effettuate. Evviva la coccoina!
 
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view post Posted on 16/10/2008, 17:04Quote
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πHæ ∆|ℝ ï∫ ⊕η Ζİ®Ξ

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 2/12/2009, 23:22


Dio? E' inesistente

E’ possibile dimostrare l’affermazione che «Dio non esiste »? Certo, e molto facilmente! Consideriamo infatti quest’altra: «Questa affermazione e la precedente sono entrambe false». Se essa fosse vera, dovrebbe essere falsa (insieme alla precedente), perché è appunto ciò che dice. Questa contraddizione dimostra che la seconda affermazione non può essere vera, e dunque dev’essere falsa. Ma allora è vero il contrario di ciò che dice, e le due affermazioni non possono essere entrambe false. E poiché abbiamo appena dimostrato che la seconda lo è, la prima affermazione dev’essere vera: dunque, Dio non esiste.

Una volta sistemato il principale, possiamo passare al suo sedicente vicario in Terra: sostituendo l’affermazione «Dio non esiste» con «il papa non esiste», si può infatti ripetere lo stesso ragionamento e arrivare alla conclusione che anche questa affermazione è vera. Con un colpo di bacchetta magica abbiamo dunque fatto sparire dalla scena anche Benito XVI (come lo chiamano gli spagnoli, con gran divertimento dei progressisti italiani), e ripetendo il giochetto possiamo analogamente eliminare uno a uno, come petali di una gigantesca margherita, non solo i cardinali e i vescovi, ma addirittura tutti i preti di ogni religione e i credenti di ogni fede. Pensate che meraviglia, per noi che rimaniamo: come aveva infatti predetto José Saramago, «il mondo sarebbe molto migliore se fossimo tutti atei».

C’è solo un piccolo, insignificante problema: basta guardarsi attorno per accorgersi che i credenti non sembrano essere consci di non esistere, e nonostante la nostra inoppugnabile dimostrazione continuano imperterriti a rendere questo mondo molto peggiore con la loro presenza. Anzi, qualcuno di loro versato in queste cose potrebbe addirittura ritorcerci contro i nostri argomenti: non solo dimostrando che siamo noi non-credenti a non esistere, ma addirittura arrivando a provare che «Dio esiste », esattamente nello stesso modo in cui noi abbiamo provato il contrario.

Come si può indurre in generale da questo esempio, gli argomenti a favore o contro l’esistenza di Dio sono controvertibili e controversi. E, soprattutto, lasciano il tempo che trovano, non fosse altro perché si appellano al lato sbagliato del cervello: la religione trova infatti la sua ragion d’essere nell’emisfero destro, sede dell’istinto e della visceralità, e non viene minimamente scalfita dagli attacchi che le vengono sferrati dall’emisfero sinistro, sede della logica e della razionalità. Non è dunque per convincere i credenti che la loro religione non sta in piedi, che un matematico come John Allen Paulos ha scritto La prova matematica dell’inesistenza di Dio : semplicemente, il suo libro vuol essere, ed è, una «refutazione matematica degli argomenti per l’esistenza di Dio».

Anche se non eliminerà né i fedeli né i preti, e meno che mai il papa e Dio, questa decostruzione della teologia non è comunque inutile, ed è anzi molto utile, per almeno tre motivi. Anzitutto, perché mostra come sia vano cercare di stabilire in maniera puramente teorica un fatto eminentemente pratico, come l’esistenza di qualcosa o di qualcuno: solo l’osservazione e gli esperimenti possono farlo, e qui passa il confine tra il razionalismo e l’empirismo che divise la filosofia moderna ai suoi albori, separando Cartesio, Spinoza e Leibniz da un lato, e Locke, Berkeley e Hume dall’altro.

Non a caso, è soprattutto nelle opere dei primi, per esempio nelle Meditazioni di Cartesio e nell’Etica di Spinoza, che ci si appella agli argomenti intellettuali per l’esistenza di Dio, ed è soprattutto nelle opere dei secondi, per esempio nei Dialoghi sulla religione naturale e nella Storia naturale della religione di Hume, che si smontano le credenze popolari e le religioni istituzionali. Ma è nelle grandi opere di Kant, la Critica della ragion pura e la Critica della ragion pratica, che sono coniugate al meglio queste due tendenze: la prima, infatti, fa piazza pulita delle argomentazioni «pure», cioè razionali, per credere nell’esistenza di Dio, mentre la seconda presenta le motivazioni «pratiche», cioè irrazionali, per continuare a crederci nonostante tutto.

Il secondo motivo per cui una decostruzione della teologia è utile, sta nel fatto che essa richiede comunque una certa sofisticazione intellettuale: in fondo, già seguire l’argomento che abbiamo proposto nel primo paragrafo non è cosa per tutti i dilettanti, e capire dove sta l’inghippo è addirittura cosa da pochi professionisti. Dietro ai supposti argomenti per l’esistenza di Dio si celano infatti sottili problematiche di tipo logico, la cui analisi è un ottimo allenamento al ragionamento in generale, e un’ottima introduzione alla logica in particolare. (...)

Il terzo motivo, infine, per cui decostruire la teologia è un’attività benemerita, è che in tal modo si smaschera una pessima e diffusa abitudine delle persone: quella di prendere posizione a favore o contro un argomento, senza sapere bene di cosa si stia parlando. Nello specifico, di rispondere «sì» o «no» alla domanda se credono in Dio, senza prima aver domandato a loro volta precisazioni su che cosa si intenda per «Dio», perdio!

E invece, poiché la nozione ha molteplici accezioni, le domande sulla sua esistenza possono avere altrettante risposte diverse. Per esempio, un conto è parlare di un primo motore, e un altro di una causa prima, o di un ente necessario, o di un ente perfetto, o di un fine ultimo: cioè, delle cinque «vie» che Tommaso d’Aquino discusse nella sua Summa Theologiae e che, come anticipò filosoficamente Kant nella sua prima Critica, e come conferma scientificamente Paulos nel suo libro, sono più precisamente delle «vie senza uscita» che non conducono a nulla e da nessuna parte.

Naturalmente, sarebbe comunque un eccesso di stima nei confronti dei credenti pensare che dietro alle motivazioni della loro fede ci siano sempre argomenti sofisticati: nella maggior parte dei casi, essi si riducono infatti a far appello a banalità che non vale neppure la pena di perder tempo a refutare, dall’impersonale «qualcosa ci dev’essere» al personalissimo «sento che qualcosa c’è». E, in fondo, i media prosperano proprio speculando sul fatto che la gente è molto più impressionata dalle sciocchezze che non capisce, che dalle cose serie che potrebbe capire: per questo i giornali e le televisioni eccedono in resoconti di improbabili eventi straordinari, ma difettano di notizie su sicure scoperte scientifiche.(...)

Ma nonostante il rosario di refutazioni e motivazioni snocciolato da Paulos nel suo denso libro, il problema principale rimane irrisolto: non se Dio ci sia, ma perché la gente continui a pensare che ci sia. Mistero della fede, ovviamente, anche se il più grande mistero è sicuramente perché mai la gente creda ai misteri. E non è un mistero senza conseguenze perché, come ha detto Voltaire, «chi crede ad assurdità, finisce per commettere atrocità». O, come ha precisato il premio Nobel per la fisica Steven Weinberg, «con o senza religione, i buoni si comportano bene e i cattivi male, ma ci vuole la religione per far comportare male i buoni».

Prefazione di Pier Giorgio Odifreddi al volume La prova matematica dell’inesistenza di Dio (ed. Rizzoli, pp. 168, euro 12) di John Allen Paulos pubblicata su "La Stampa"

Due non è il doppio
ma il contrario di uno,
della sua solitudine.
due è alleanza, filo doppio
che non è spazzato.

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Establish the possible and move gradually towards the impossible.
 
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6 replies since 9/8/2007, 15:35
 
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Il Giullare era solo in proscenio, in una pozza di luce. Si guardava le mani, le braccia, le gambe, e non riusciva a percepirne i dettagli, tanto accecante era l’occhio di bue. Non potendo osservare se stesso, decise allora di guardare in platea, per sentirsi meno solo; notò che alcune poltrone erano occupate, qualche paio d’occhi lo stava guardando – vedendolo – e così il Giullare fece un cenno, li invitò tutti a salire sul palco.
Uno solo, forse, parve titubare; tutti comunque lo seguirono in scena, tutti presero la sua mano nelle proprie, come fosse stato lui ad avere bisogno di un sostegno mentre li aiutava a salire.
Poi, di nuovo, il Giullare si guardò le mani, le braccia, le gambe, e questa volta
vide: le ombre che le nuove comparse gettavano su di lui annullavano l’intensità della luce, che sfumava sui rilievi della carne e rendeva ora giustizia al colore della pelle.
Il Giullare sorrise, e si inchinò alla platea deserta mentre il sipario calava: ora che poteva vedersi, non aveva più bisogno di spettatori.



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