CITAZIONE (Dio's Bios @ 23/9/2007, 00:11)
Allora non ha senso mettere "obviously", perché loro stanno già parlando in americano.
Il racconto è stato pensato in quel modo.
Lo so che lei pensa e parla in quella sottospecie di inglese che parlano i miei personaggi di quell'ambiente e che io invece scrivo in italiano ma la parola "ovviamente" c'era nel racconto.
Però mi suonava stonata.
Così l'ho cambiata.
Perchè in inglese stava meglio.
Così come "UMP"
CITAZIONE
Mh, però il lettore non lo sa. A meno che tu poi non scrivi un altro racconto in cui palesi questo collegamento...
(Lo fai, mh? Tanto un tuo racconto sul genere mi piace a priori.

)
Sto preparando qualcosa al riguardo, sempre con Celeste come voce narrante. Ma è un'opera più precisa ... più impegnativa.
CITAZIONE
Why "Havoc" in grassetto?
E' un film (visto il
trailer in tv e su YouTube ma non è arrivato nelle sale di Trieste) e mi sembrava
giusto citarlo così. Non so perchè.
CITAZIONE
Al posto delle **, non è meglio corsivare?
Se hai notato cerco di usare il corsivo per le parole straniere e poco altro. Quelle tra ** non lo sono (a meno che non abbia fatto qualche errore al riguardo)
CITAZIONE
"Cabron" in corsivo?
Ecco, appunto XD
CITAZIONE
Quel "por" lo metterei in italiano. Non è una parola tipica che richiama concetti propri di una lingua, indi sa di svolazzo di stile.
Infatti è quel che sembra

CITAZIONE
Metterei "coglioni", e "sfracassargli" non so se esiste. (Non che sia necessario... Ma nel caso andrebbe corsivato.)
Sì, va corsivato e riguardo "sfracassargli" ... io sento questo termine da una vita, ma potrebbe essere dialettale. Controllerò ed in caso vedrò di cambiarlo.
CITAZIONE
(Ma devo sottolineartelo o è una scelta?)
Sarebbe una scelta stilistica nella maggior parte dei casi, ma è anche vero che devo trovare uno stile unificato. Vedrò cosa scegliere e ti farò sapere.
CITAZIONE
Molto bello (come sempre, quando scrivi cose del genere), anche se ho brividi da misoginia lungo la schiena.
Ahahahahahahahahaha XD
CITAZIONE
La Luna e il Mare.
L'hai rimaneggiata ... ma continuo ad amarla, anche così.
Ed ora un'inedito (sì, perchè neanche N03 l'ha mai vista prima).
Questo personaggio ha una sua scheda ma ha fatto una sola apparizione prima di venire scartata perchè ...
non particolarmente congeniale a ciò che facevamo sul momento od al personaggio a cui l'avevo idealmente indirizzata (che sta per impelagarsi con qualcuno di molto più adatto a lui).
Però mi spiaceva lasciarla cadere nel dimenticatoio e così le ho scritto qualcosa.
Ho colto pure l'occasione per presentare l'ambiente in cui lei vive e "girare" una scena che è esistente nella continuità del Condominio ma non è mai stata vista, solo raccontata da me a N03s1s.
Ah, N03, prima che mi bestemmi contro ... se non ti piace l'idea non accettarla, ma era una cosa che avevo in mente da quando ho creato questo personaggio. Dopotutto può sempre averlo perso strada facendo u_u, in maniera naturale intendo.
*Corre a nascondersi dalle legnate che probabilmente arriveranno*Title:
Sugar Powered ChristmasDisclaimer:
Sugar Thing, la sua famiglia,
Daddy Brown, Salvador Munos e Cristina Santos sono tutti miei, così come i PcHers presenti nel bar. "Il tizio" è di N03s1s. Rihanna è di se stessa, la canzone pure.
P.S. Lei vedetevela vestita come nel video che ho messo qui sotto (
indica gli spoiler). Come nella parte in cui va a dare il via alla corsa.
Un gennaio da gelarsi il culo.
Fottuta New York, mai con una temperatura decente.
Sugar Thing non amava la sua città natale.
Non la odiava nemmeno.
Si limitava a sputarle addosso acide recriminazioni come gli altri tanti figli irriconoscenti della metropoli.
Quello ed a sculettarle sopra, facendo ticchettare i tacchi sul cemento gelido.
Sapeva di essere bella,
Sugar Thing.
Era stata cresciuta per esserlo.
Avrebbe potuto essere una puttana di alto bordo, invece di una ragazza sensuale camminante nella parte marcia del marcio Bronx cittadino.
Invece no, era
Sugar Thing, con una striscia di tessuto gelido attorno ai fianchi ed uno zainetto sulla spalla della giacchettina troppo leggera e corta.
Pelle scura più che caramellata ed un corpo che era facile immaginarselo impegnato ad inarcarsi su lenzuola luride.
Occhi neri e capelli tagliati in un caschetto un pò strano.
Un sorriso di zucchero ed un freddo boia a prenderle a ceffoni la pelle.
Hola querida e commenti degni della fama dei caseggiati popolari a seguirla come altri metaforici ceffoni sul culo.
Non che ci facesse caso.
Non che le dessero fastidio.
Non che ...
Niente.
Sugar Thing non aveva mai, e probabilmente non avrebbe mai neanche in futuro, pensato di poter essere qualcosa di diverso da ciò che era.
Per un periodo da bambina aveva sognato di essere una puttana e di poter andare via dalla casa di suo padre, ma poi le avevano dato il suo primo zainetto e l'avevano spedita fuori con le sue amiche.
A trovare uno zio che le aveva ricompensate con delle caramelle ed una busta da dare al papà.
Ma niente sesso.
Sugar Thing era roba di Brown, niente papponi ad allungare le mani, anche se ne sarebbe valsa la pena.
Pelle liscia tranne quando deformata dalle botte per le, poche, volte che aveva sbagliato strada od era tornata a casa con meno del previsto.
Daddy Brown non amava che le sue
Sugar Thing sbagliassero.
Le sue bambine.
Daddy Brown aveva fatto delle figlie, fin troppo, un'industria casalinga.
Le poche volte che qualcuno veniva ammesso oltre la porta dell'appartamento si trovava immerso in un apparente mondo di pure donne, impegnate a truccarsi e svestirsi per uscire od a struccarsi e rivestirsi per stare in casa.
Un numero indefinito, dalle età altalenanti, di ragazze dalla pelle più scura del caramello ma più chiara del vero e proprio negro.
Capelli di varie lunghezze, tipi diversi di abiti e trucchi, ed un costante chiacchiericcio di persone, mai chiamate per nome, e di luoghi, sempre vagamente descritti.
"Ah've been 'ear the docks, ya know?"
"You gotta be kidding!"
"Nah, Ah swear!"
"By the Irishmen?"
"Which one?"
"The fatty?"
"Nah"
"Lemme guess, the old one?"
"Nah"
"Aisha, your turn!"
"I'm going down ladies. Hand me the backpack."
"Here! Nice and ready. Sally?"
"The fatty?"
"Already said"
"Near the docks where?"
"Shut up Nelly! You were never near the docks"
"I were!"
"Nah! Ya're kidding?"
"Sammy lay down the fucking south accent, or I put your fucking empty head down the fucking shitty potty."
"Yes Daddy Brown, I swear."
"Good girl, now gimme the money"
"So who were the one?"
"Nelly! Shut up!"
"Make me Diane!"
And so onSugar Thing, al secolo Aisha Brown, ci era abituata.
Era una figlia di mezzo, nata poco dopo che suo padre aveva iniziato ad industrializzare la famiglia.
Sin da bambina ci era stata in mezzo, alle chiacchiere ed alle domande.
Aveva appreso le regole di famiglia ancora prima di imparare a riconoscere quando una partita era buona o no.
E
quello l'aveva imparato ai sei anni.
Nessuna delle figlie di
Daddy Brown si sposava od andava a scodellare le figlie in altre famiglie.
Era la terza delle regole, quella che spiegava perchè la casa fosse sempre così affollata.
Sembrava che la famiglia Brown avesse difficoltà a dare figli maschi.
C'era Samuel, il futuro
Daddy Brown, cresciuto da suo padre ad essere violento con le sorelle per ottenere quel che voleva appena lo chiedeva.
Nessun'altro.
Da Antoinette, mater familias delle ragazze trentadue anni quattro figlie illegittime che spaziavano tra il cino-negro americano al negro americano puro passando per il mulatto, a Sybille, quattro anni e quasi pronta a fare le sue prime consegne alla scuola di Harlem dove andava, erano tutte femmine.
Di madri diverse, quasi nessuna certa esattamente di quanto fosse sorella delle altre in senso fisico, erano una ventina, tra madri e figlie e zie e nipoti.
Tutte "figlie" di
Daddy Brown.
Tutte sottomesse a lui ed a Samuel, ventisette anni di pura stronzaggine e figlio dell'unica donna non figlia o nipote di
Daddy Brown a cui era stato concesso di restare in casa dopo il parto.
Un clan di femmine, quasi.
Narcocorridores, come dicevano i messicani, dalla prima all'ultima.
Corrieri della droga.
Tutte disposte a morire per proteggere
Daddy Brown e
Son Brown, come chiamavano il fratello.
Tutte
Sugar Thing quando chiamate dal padre per un incarico od in giro per le strade.
La nostra
Sugar Thing ripensava a quello mentre si chiedeva come avrebbe spiegato al tizio con cui scopava che non aveva la minima intenzione, né possibiltà ma non gli sarebbe andata a spiegare le regole della famiglia, di abortire e che non era credibile che gli permettesse di essere padre della bambina, sempre che non s'incazzasse già abbastanza perchè era incinta o perchè voleva rovinarsi la linea e partorire.
A quello ed a qualcos'altro.
Il tizio in questione aveva già un figlio, un
hijo come dicevano da quelle parti.
Od almeno avrebbe dovuto averlo.
Mentre camminava sui marciapiedi gelati, con passo relativamente lento nonostante il freddo perchè
cazzo la classe era tutto aveva detto
Daddy Brown e quindi lei non avrebbe mai osato aumentare il passo a meno che costretta,
Sugar Thing ripensò ad una scena di un paio di anni prima.
Ambiente: il bar dove stava andando.
Protagonisti: Salvador Munos, lo schifoso vecchio rudere allora a capo dei PcHers, una ragazzina secca con poche tette e due labbra fatte per succhiare.
Pubblico: Lei,
Sugar Thing, in attesa di fare la sua consegna ed i PcHers presenti nel bar. Il padre del bambino non c'era.
Scena: La ragazzina entra, accolta da lazzi che sinceramente non meritava vista quanta poca mercanzia aveva. Chiede del vice della banda, facendo finta di non sentire da brava maleducata irrispettosa dei complimenti immeritati fatteli.
Munos, che stava nel suo angolo, si gira a squadrarla.
La ragazzina sembra dovutamente rimessa al suo posto dalla sola presenza dello schifoso, ma non demorde.
Si capisce che le è successo qualcosa di serio.
Gli uomini non ci sono ancora arrivati ma a
Sugar Thing, che ha già visto almeno sei delle sorelle incinte, basta un'occhiata per capire il genere di serietà di cui si andava a parlare.
Munos le fa cenno di avvicinarsi.
Lei, coniglio spaventato da parte ricca del Bronx ovvero sulla soglia dell'indigenza, si avvicina.
Parlano un attimo a bassa voce.
E poi a lei arriva un ceffone.
Pesante.
Seguito da una scarica in spagnolo che il PcHers impegnato a fare il filo alla figa di
Sugar Thing le traduce all'orecchio mentre le palpa il culo.
Lei lo lascia fare, non è nulla di nuovo e le interessa sapere il succo delle cose.
Ha capito bene.
La piccola è incinta.
Di uno che ha almeno sette anni di più.
Lo stesso su cui
Sugar Thing si è rifatta gli occhi alla sua prima consegna presso la banda.
Lo stesso con cui
Sugar Thing sta scopando nel presente ma non pensiamoci per il momento.
Il tizio se l'è scopata perchè Munos voleva che se la scopasse.
Perchè la piccola è la sorella di una che sta con uno di una banda potente, quelle che baciano il culo serbo dell'
Alma Do Barrìo, o "
la puta", la puttana, come la chiama Munos.
E l'ha messa incinta apposta.
Perchè gliel'ha detto Munos.
Gran figlio di troia, pensa
Sugar Thing, ma dopotutto è il vice di Munos.
Uno in quella posizione ci tiene a non finire con il cervello sul soffitto solo per aver fatto girare le scatole al vecchio trombone.
E poi a lei piacciono i gran figli di troia.
Non s'intromette nella scena, lasciando che Munos appioppi un secondo ceffone alla ragazzina, mentre il PcHer accanto a lei fa scivolare la mano ad infilarsi negli shorts di
Sugar Thing per palpare meglio il suo culo e sentire che il tanga è veramente tale.
Niente di nuovo sul fronte, e poi è single al momento della scena.
Alla meglio ci ricava una scopata nel retro ed una sigaretta, quando la situazione si calma e dopo aver incassato i soldi della consegna.
Oltre alla traduzione, che continua.
La piccola non deve neanche provarci a pensare ad abortire.
Deve tornare a casa e vivere con l'onore, per la zona in cui sono, e la vergogna, per dove abita lei e la sua famiglia, di avere nell'utero il figlio bastardo del figlioccio di Munos.
Perchè tanto il tizio non vuole figli, a meno che non li abbia da una
mujer che possa sbattersi su basi stabili e la piccola è stata una cretina per aver anche solo pensato che al tizio potesse fregare di un figlio illegittimo.
E' messicano lui.
Sugar Thing continua a farsi i cazzi propri, guardandosi le unghie laccate di fresco.
I messicani sono tendenzialmente abbastanza religiosi e maschilisti, pensa.
Ma la faccia della ragazzina dice a lettere chiare e tonde che abortirà.
Volano un altro paio di ceffoni e poi Munos la trascina fuori per i capelli, per cacciarla.
Sugar Thing si alza, facendo segno al PcHer accanto a lei di stare buono e promettendogli con un bacio appena accennato ed una strizzata d'occhio che avrà quel che vorrà, e prende un sorso della schifosa Corona che si costringe a bere di fronte alla banda messicana.
Fine scenaSugar Thing pensa a questo ed alla sua famiglia mentre prende il cellulare da una delle due tasche interne della sua micro-giacca.
Fa il numero della
Mater Familias e chiama.
"'nette"
"
Sugar Thing dei PcHers."
"Ci sono problemi?"
"Nah. E' meglio se non glielo dico, ah?"
"'isha, non è roba sua. E' roba nostra. Tra poco sparirai in casa perchè non possiamo permetterci che una di noi venga vista incinta."
"Eh"
"Non ci scopi neanche su basi stabili 'isha. Ogni tanto, quando gli gira bene, ti sbatte un pò. Pensi forse che gliene fotta qualcosa?"
Ripensa alla scenata di Munos alla piccola, mentre la sorella parla con qualcuno a casa.
"'isha?"
"Seh?"
"
Daddy Brown ha detto no."
"'Kay."
Questo sistema tutto.
Un "no" di
Daddy Brown viene prima di un "sì" della fottuta
Alma o del rincoglionito Padreterno.
Sugar Thing chiude la chiamata, le idee, la bocca ed il cellulare e fa scivolare quest'ultimo nella tasca interna della giacca da cui l'ha tirato fuori.
Passa in mezzo ai motociclisti guardando le giacce con la scritta PcHers e sorride loro, accettando un paio di manate amichevoli sul culo e scansando un abbraccio inopportuno.
Apre la porta ed entra nel bar.
Solo un altro giorno nella sua vita, a consegnare una partita di droga che regalerà a qualcuno un Natale alla Polvere di Zucchero come l'ha chiamato
Daddy Brown.
Ed a lei piace così.
Edited by JhaernylZisrith - 30/9/2007, 16:10